Perché? Semplice, perché l’ottimizzazione del tuo sito incide sul posizionamento nella SERP (search engine results page), ovvero nelle pagine dei risultati delle ricerche online, e, di conseguenza anche sul numero di visite organiche che riuscite a raccogliere.

#1 Il segreto sono le Keywords: ecco come sceglierle e targhettizzarle

Spendere un po’ di tempo ed energia per ottimizzare il sito web con le keywords che vengono più ricercate e che meglio si adattano ai contenuti che proponete, di certo non è una perdita di tempo. Forse non vedrete subito i risultati ma nel lungo periodo noterete di certo la differenza.

Uno strumento molto utile per questa attività è Google Trends, un tool gratuito che permette di analizzare il volume di ricerca e le parole più cercate per categoria, regione, paese e per determinati periodi temporali. E con un account Google potete anche esportare i dati su cui volete lavorare.

Ad esempio, impostando il termine di ricerca “mutuo” abbiamo:
– Tra gli argomenti correlati in aumento “usura” (+500%), “anatocismo” (+190%), “simulazione” (+60%)
– Tra gli argomenti correlati più cercati, in ordine decrescente: casa, banca, interesse, divorzio, prestito, contratto, tasso
– Tra le query associate più cercate: casa, mutuo casa, mutuo calcolo, rata mutuo, mutuo prima casa.

Ma anche senza impostare termini di ricerca, Google Trends può servirci a capire di cosa si parla in rete. Ad esempio possiamo vedere le notizie di tendenza attuali, anche in base a categoria e paese.

Un altro tool gratuito, disponibile una volta che è stata attivata una campagna AdWords è Keyword Planner di Google AdWords: prendetene nota perché potrà tornarvi utile per individuare le keyword adatte ad attrarre prospect qualificati.

Una volta individuate le nostre parole chiave possiamo distribuirle in maniera appropriata nei contenuti delle pagine, sempre tenendo in considerazione il fatto che il nostro scopo rimane quello di creare un’esperienza positiva per l’utente finale e non riempire il sito di parole chiave. Per questo è sufficiente selezionare un’unica parola chiave per ogni pagina del sito (esclusa la homepage, per la quale è possibile utilizzare anche più parole) e riproporla più volte nel testo (più o meno una volta ogni 150 parole).

#2 Definisci le tue Long Tail Keywords

Le Long Tail Keywords (parole chiave composte) sono stringhe di parole chiave composte da due o più termini. Questo ci permette di entrare più nello specifico dell’argomento di cui parliamo, il che significherà certamente avere meno ricerche mensili rispetto alla semplice keyword generica, ma anche raggiungere più facilmente buone posizioni nei motori di ricerca, visto che sono meno usate negli annunci sponsorizzati.

La piattaforma HubSpot (a pagamento ma con verosione base demo gratuita), ad esempio, propone tool che consentono di monitorare in tempo reale la validità e l’efficacia di keyword, in modo da ottimizzare la tua strategia.
Una volta che avete scelto le vostre Long Tail Keywords potete passare all’ottimizzazione del sito con le tecniche di SEO on page.

#3 Il titolo della tua pagina può fare la differenza

Spesso si sottovaluta l’importanza di scegliere un titolo appropriato, in grado di comunicare, sia agli utenti finali che ai motori di ricerca, di cosa stiamo parlando in quella pagina.
Includere le keywords nei tag del vostro titolo può aiutarvi a posizionarvi meglio nei risultati dei motori di ricerca.
Nel farlo cercate di inserirle, prima di tutte le altre parole che costituiscono il vostro titolo e di creare una Call to Action, ovvero una frase che inviti il vostro visitatore a fare qualcosa (ad esempio, “Guadagna con i CFD”): le Call to Action invogliano l’utente a cliccare sul vostro link e il Click Through Rates aumenta la rilevanza del vostro sito nei motori di ricerca.

E, mi raccomando, non abbondate: tenete conto che molti motori di ricerca tagliano i titoli a circa 60-80 caratteri e che usando una stessa parola più volte nel titolo potreste essere considerati degli spammer.

#4 Usa titoli, sottotitoli e grassetto per organizzare i contenuti

Riuscire a legare le keywords a titoli e sottotitoli alla fine premia perché aiuta i motori di ricerca a valutare quanto i contenuti del tuo sino sono rilevanti per quella data parola chiave o per quella frase.
Anche i contenuti in bold funzionano in modo analogo, pur essendo la loro influenza minore.

#5 Rinomina correttamente i tuoi contenuti

Sia le persone che i motori di ricerca capiscono che un’immagine rappresenta qualcosa solo se ie lo dici tu.
La stessa logica si può applicare anche alla struttura del sito. Utilizzando le keywords nell’url delle pagine e nella descrizione delle immagini (ALT-TEXT), sia i motori di ricerca che gli utenti impiegheranno meno tempo a capire di cosa parliamo e a navigare il sito.
Non sapete da che parte cominciare? Iniziate da HubSpot Website Grader che vi fornisce una valutazione gratuita e immediata della struttura del vostro sito, suggerendovi le aree di miglioramento.

#6 Aggiungi una meta-description

Per ogni pagina del tuo sito aggiungi una descrizione ricerche (meta-description) compresa tra i 150 e i 160 caratteri: verrà visualizzata sotto il link della pagina nelle ricerche.

#7 Inserisci link interni

Inserire 3-4 link per pagina, sia interni che esterni al vostro sito non costa niente e può rendere tanto…

#8 Aiutati anche con il traffico referral

Anche il traffico referral è importante per scalare il ranking della SERP. Sto parlando delle visite che arrivano sul vostro sito attraverso link diretti da altri siti o applicazioni diversi dai motori di ricerca. E più autorevole è il sito da cui proviene il link, più alto sarà il punteggio che Google attribuirà al vostro sito (Page Rank).

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