Snow Fall, in italiano La Nevicata, è un progetto giornalistico con cui il New York Times ha chiuso il 2012, vincendo tra l’altro notevoli premi, come l’Online News Association’s Award, l’edizione 2014 degli Online Journalism Awards, nonché il Pulitzer.

Un pezzo di giornalismo multimedia per eccellenza, diviso in sei sezioni e in cui testo, video, immagini, mappe grafici interattivi e animazioni si fondono diventando parte integrante di un unico flusso narrativo capace di trattenere il lettore davanti al testo per più dei tradizionali trenta secondi. Un pezzo che ha fatto discutere a lungo soprattutto chi si occupa dei destini dell’informazione online, dell’innovazione nel giornalismo, a prescindere da quello che l’articolo racconta.

Il New York Times ha costruito infatti un formato giornalistico innovativo per l’informazione online sulla storia di una valanga che si verificò il 19 febbraio del 2012 nella parte delle Catena delle Cascate, una catena montuosa dell’America Settentrionale, nello stato di Washington, uccidendo tre sciatori, e del gruppo di superstiti che riuscì a tornare a casa.

Per realizzare Snow Fall, 16 tra giornalisti, editor video, grafici e programmatori hanno dovuto lavorare gomito a gomito per quasi sei mesi, ma il gioco è valso la candela visto che dopo soli sei giorni dalla sua messa online, il 20 di dicembre 2012, la pubblicazione poteva vantare, secondo la direttrice Jill Abramson piú di 10.000 condivisioni su Twitter, 2.9 milioni di visite, 3.5 milioni di visualizzazioni della pagina con un picco di 22.000 lettori contemporaneamente connessi e una media di 12 minuti di permanenza nella pagina.

Insomma, un successo tale che il New York Times ha deciso di costituire una apposita redazione per realizzare progetti di questo genere, mentre il termine “Snowfall” è entrato nel gergo giornalistico quotidiano e viene usato per definire questo tipo di reportage digitali: to snowfall, che sta per “costruire un racconto giornalistico multimediale complesso fuori dai template classici dei siti dei giornali e a sviluppo (prevalentemente) verticale” .

Oggi il long form journalism viene considerato un genere letterario a sè, in quanto costituisce un nuovo modo di fare giornalismo e di raccontare storie che altrimenti avrebbero faticato a trovare spazio in un quotidiano online e dimostra al mondo dei media online che una nuova strada incentrata sullo storytelling è possibile.

Nonostante questo, pur essendo riuscito a conquistare praticamente ogni redazione degli States ed essere diventato un trend da seguire in quanto ha avuto il merito in Italia se ne è parlato troppo poco e se ne è fatto troppo poco.

Uno dei quotidiani italiani online che hanno sperimentato un tipo di scrittura innovativa simile è il Corriere, che ci ha provato in occasione della ricaduta della favela di Rocinha tra le mani dei trafficanti, così come per descrivere la grande fuga da New York per i prezzi folli.

Perché allora il giornalismo non è andato in quella direzione?

Forse perché, come gia aveva capito Hamish McKenzie, ex giornalista e responsabile contenuti di Tesla Motors, questi tipi di racconti avrebbero un problema alla base: mancherebbero di contesto trattandosi di fatto di siti a sé stanti, e costituirebbero “unità isolate di contenuti”, che, seppur molto belli e forti, rimangono difficili da commentare, da condividere, da collegare ad altri articoli sullo stesso tema e soprattutto da gestire dal punto di vista del profitto.

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