Di fronte alla novità, se è vero che è la prima impressione quella che conta, è altresì vero che il nostro giudizio si forma e si corrobora solo al secondo o terzo incontro/scontro con questa persona o cosa.
È sulla base di queste impressioni,infatti, che imposteremo poi il nostro rapporto di interazione con questa la nuova entità: che tipo di rapporto vogliamo instaurare? Con quale frequenza vogliamo interagire con essa?

Quindi, se la prima mail che mandiamo a un prospect o ad un cliente appena acquisito è certamente importante, sono le due o tre successive che hanno effettivamente la potenzialità di trasformarlo in un follower fedele.

Ma come fare quando parliamo di grossi target? Cercando di fondere le funzionalità delle email automatiche con il calore dello human to human marketing (H2H). Un processo di email automation permette infatti impostare addirittura intere welcome email series, o sequenza di email di benvenuto, e limitare in questo modo il pericolo di perdere un’occasione di contatto importantissima qualora la prima mail non venga a ricevuta o letta. E più contatto significa più interazione, più engagement e la creazione di un percorso esperienziale che accompagni poi l’utente alla conversione.

Sono in molti a ritenere che il numero appropriato di welcome mail da inviare sia tre, in quanto tre sono i livelli di convincimento da utilizzare: emotivo, razionale e retorico, ovvero basato su autorevolezza e persuasione. E, quindi, la prima mail, quella più curiosa ed empatica servirà a rafforzare la brand identity coinvolgendo l’utente e introducendolo al brand e alle community di cui fa parte, ad esempio usando la proposizione di valore (value proposition); la seconda servirà a fidelizzare ulteriormente l’utente attraverso la presentazione dei prodotti e dei servizi offerti e la spiegazione di come accedervi. La terza mail dovrà invece portare alla conversione, incentivandolo all’acquisto tramite gamification, promozioni, sconti, concorsi e simili.

Insomma, puntare su un ciclo di mail permette di offrire contenuti diversificati per convincere il nostro follower in erba che valeva la pena iscriversi alla newsletter o entrare a far parte del brand, senza annoiarlo con mail prolisse.

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