Ormai sono 20 anni che Pikachu e i suoi compagni hanno invaso TV e console, ma negli ultimi giorni i mostri tascabili di casa Nintendo stanno calamitando nuovamente le attenzioni, e non solo quelle dei fan ma anche quelle di semplici curiosi.

In particolare, a suscitare l’interesse è il primo contatto con la realtà aumentata su smartphone che caratterizza Pokémon GO, il videogioco più virale di sempre dopo Grand Theft Auto V.
Per permettere questa esperienza, Niantic in collaborazione con Nintendo ha realizzato un’app di semplice utilizzo attualmente disponibile ufficialmente solo in alcuni paesi, Italia esclusa. Ed è fresca la dichiarazione di John Hanke, CEO di Niantic, a Business Insider che a causa dell’alto numero di videogiocatori le uscite europee dell’app sono rimandate a data da destinarsi.

Ma, ehi, siamo in Italia, e, ovviamente, in molti hanno già provveduto autonomamente ad appropriarsi in qualche modo dell’app.

Numeri di installazioni a parte, quello che mi ha colpito di più è il tempo medio di utilizzo giornaliero: stiamo parlando di 43 minuti e 23 secondi, per intenderci, molto di più ad applicazioni di cui non possiamo più fare a meno come WhatsApp, Instagram, SnapChat e Messenger.

E vogliamo parlare delle azioni di Nintendo? Ovviamente sono in volata libera e il loro prezzo è lievitato oltre il 50% fino ad una capitalizzazione superiore ai 31 miliardi di dollari.

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Intanto i Pokémon compaiono ovunque (sotto la doccia dei giocatori, in padella, in mezzo al traffico, a metà di un importante meeting in ufficio, in parti anatomiche ben nascoste..) e il buzz in rete avanza. Si va dai fatti di cronaca (ad esempio l’episodio dei ragazzini americani attirati in un luogo isolato e rapinati grazie alla funzione di geolocalizzazione di Pokémon Go) al racconto di situazioni paradossali (come l’invasione di una stazione di polizia di Darwin, in Australia, dove i giocatori si sono precipitati in massa per catturare qualche nuovo Pokémon segnalato dalle mappe). E non mancano episodi bizzarri di invasione di proprietà privata per lo stesso motivo di prima. Ma te lo immagini? Stai lavando i piatti e ti ritrovi la casa occupata da invasati con uno smartphone in mano, gente che neanche ti guarda in faccia!

Ma Pokémon GO non scherza neanche con la vita e con la morte: se un neonato si è visto assegnare il nome Pidgey in onore del nuovo esemplare di Pokémon acciuffato in sala parto dal padre al momento della sua nascita, nel Wyoming una ragazza pronta alla cattura di un nuovo Pokémon sulle rive di un fiume si è trovata invece un cadavere tra le mani.

Senza contare il pericolo licenziamento celato dietro l’irrefrenabile caccia al Pokémon: a Reddit, un impiegato settore bancario (probabilmente ormai ex impiegato!) non ha resistito alla tentazione di premere il clic, nonostante lo stretto divieto di scattare fotografie in ufficio. E per portarsi avanti, la NASA ha ufficialmente negato agli astronauti la possibilità di acchiappare Pokémon nello spazio.

Intanto sono già arrivati i primi grattacapi riguardanti privacy e sicurezza, dato che l’app consentirebbe alla compagnia un accesso totale ai dati degli utenti che hanno utilizzato il proprio account Google per iscriversi al gioco.

A questo punto mi resta solo una cosa da dire:

Catch ‘em all!

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