«Per quanto il corto sia nato dall’incontro con un cliente, che chiaramente ha rivestito il ruolo di produttore, è sempre roba nostra. Abbiamo fatto quello che volevamo. A cominciare dal titolo», Gabriele Mainetti.

Trattandosi di un modello icona, per la promozione della nuova Renault SCENIC, serviva un lancio di grande rilievo.
Per questo la casa francese ha tentato il tutto per tutto con un cortometraggio personalizzabile dal titolo “人魚 Ningyo” (in giapponese “Sirena”) diretto dal giovane regista Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone. Una collaborazione proficua la loro, come dimostrato dal grande successo di pubblico e di critica raccolto dal loro Lo chiamavano Jeeg Robot.

Presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, il cortometraggio interattivo, progettato da Renault e Publicis Italia e prodotto da Think Cattleya, riprende i concetti di modularità e di versatilità che contraddistinguono la nuova monovolume compatta, che comprende una peculiare soluzione scorrevole della consolle centrale oltre che una generosità di spazio interno e sistemi sofisticati che amplificano la sicurezza.

Gli stessi concetti li ritroviamo nel mini film, anch’esso definito “modulare”, in quanto storia d’amore componibile: lo spettatore che atterra su www.nuovascenic.it/ningyo si trova di fronte a tre diversi blocchi che può combinare e ricombinare a suo piacimento, cambiando così lo sviluppo della vicenda e dando vita in questo modo a sei diversi racconti.

E ce n’è per tutti i gusti: si va dagli scenari più romantici a quelli più vicini al genere thriller.
All’interno di tutte le possibili combinazioni ovviamente non può mancare la figura della nuova Renault Scénic, oltre a quella dei protagonisti, il talentuoso Alessandro Borghi e la bella Aurora Ruffino.

E così, come nella vita reale, o forse al contrario della vita reale (oggi sono particolarmente riflessiva), con Ningyo ognuno può scegliere la sua storia…e il suo finale.

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