Ormai è famoso nel web quasi come Wikipedia, da cui tra l’altro è stato recentemente cancellato. Sto parlando di aranzulla.it, il sito di informatica di Salvatore Aranzulla, il più visitato in Italia nella categoria Computer and Consumer Electronics News.

Aranzulla ha attivato da poco un sistema anti-ad block, ovvero una soluzione per contrastare i filtri anti-pubblicità e per non permettere a chi utilizza gli ad block di accedere ai contenuti protetti, riuscendo a recuperare circa 200 euro al giorno: secondo lo stesso Aranzulla, in circa venti giorni la percentuale di utenti con ad block attivo sarebbe sceso dal 21% al 14%.

Vi state chiedendo cosa sono gli ad blocker o ad block? Si tratta essenzialmente di add-on, ovvero delle estensioni software, creati per bloccare gli script pubblicitari sulle pagine web che ostacolano la diffusione di contenuti da parte degli editori del web, che rischiano così di perdere una grande fetta del loro fatturato. Un danno che è stimato in più di 25 miliardi di dollari l’anno.

In questo modo, comunque, dopo aver attivato un adblocker, nel momento in cui l’utente naviga quasi tutti gli annunci pubblicitari caricati vengono immediatamente bloccati, con maggiore fruibilità del contenuto e con un risparmio evidente di consumo di navigazione.

Dal canto loro, anche gli ad blocker sono corsi ai ripari e, come contromisura, hanno già prontamente aggiornato i filtri del loro sistema di blocco rendendoli i grado di superare anche l’ostacolo Aranzulla.it

E intanto i lavori del team di aranzulla.it ad una versione più efficiente e sofisticata sono già cominciati e la guerra tra editori e utenti è sempre più accesa.

Annunci